quanto uno spot può essere (d)istruttivo

sarà l’aria estiva che, di questo passo, ad agosto ci porterà ad emigrare tutti in groenlandia.
sarà che britney spears si è fatta pelata e circolano voci riguardo le sue tendenze sataniste.
sarà che l’inter ha vinto lo scudetto – seppur con mezza Italia penalizzata.

fattostà.
che le pubblicità stanno diventando sempre più allusive, ammiccanti, sorridenti e spumeggianti: i riferimenti sessuali si celano anche dietro i più innocenti oggetti di uso quotidiano.

si punta, insomma, sulla natura animale dell’uomo per accaparrarsene la fedeltà.
e la carta dell’esselunga.

per esempio.
al cinema può passare un tenebroso voldermort che ti indica minaccioso asserendo "perderai tutto" – e la risposta sorge spontanea: fatti i cazzi tuoi – ma ciò che non passa è la nuova locanda dell’attesissimo epic movie.

il suo predecessore hot movie era un’idea simpatica, "un film col lubrificante", con la o di hot formata da un condom. una trovata accattivante, originale e prorompente.

ma davvero si crolla nel baratro dello squallore quando, scritto grosso come una vacca, come claim di un cartellone vedi scritto "non è vero che troppe saghe fanno male".

io non ho una buona vista – e ciò non è assolutamente correlato.
ma arrivando da fuori, quella a io proprio non l’ho riconosciuta.
e a dir poco agghiacciato dal messaggio seppur veritiero, mi sono adagiato nell’immaginare una risma di situazioni a dir poco interessanti.

del tipo.
"mamma, cosa sono le saghe?"

"papà, troppe saghe fanno male?"

"don giacomo, ma al cinema ho letto che le saghe non fanno male.."



i genitori & correlati avranno di che spassarsela
.

se poi aggiungiamo la nuova e travolgente pubblicità delle m&ms, siamo a cavallo.
un povero confetto giallo che non solo gioca a strip pocker sollecitato da un bavoso ed arrapato confetto rosso, ma declama timidamente che non vuole mostrare la sua arachide.
testuali parole.

arricchite favolosamente dalla frase finale, enunciata ad effetto con voce coinvolgente:
"m&ms, si sciolgono in bocca.. non in mano!"

verrà fuori che riccardo schicchi è diventato un operoso pubblicitario.

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3 commenti to “quanto uno spot può essere (d)istruttivo”

  1. Solo una parola: Aggiacciante.

    Per il resto, buona giornata – e ricordati che, a giudicare da come è iniziata, può andare solo meglio… o peggio, dipende dai punti di vista. Io spero di avere meno sfiga oggi. °-°

    Lau

  2. Epic Movie lo voglio andare a vedere xD
    Sesso, Alcool & Droga [ Da notare che non ricordo la disposizioni delle tre parole ]
    Sao xD

  3. Lau, incoraggiante. Da un certo punto di vista.

    Gin, azzarderei un orgione lessicale mandando a quel paese ogni ordine. Che dici, uh? XD

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