Archive for luglio, 2007

luglio 27, 2007

per il ciclo alta tensione – analisi dei personaggi

stavo guardando uno di quei tipici filmetti americani.
una di quelle pellicole d’accatto che tutti conosciamo come "per il ciclo alta tensione".
che non sono passati al cinema perchè sono talmente tanti da riempire un multisala per trentasei mesi.
e sono tutti dannatamente uguali.
tutti dannatamente su canale 5.
tutti dannatamente campioni d’ascolti.

il cui elemento principale è uno ed uno solo.

la tragedia.

i personaggi sono sempre gli stessi, attori sconosciuto o arraffati sul ciglio di una strada mentre issavano il cartello "will dance for a movie".

nudi.

nell’ordine:

la tragedia, interpretata da un qualsiasi cataclisma naturale pescato a caso da un mazzo di carte.
in alternativa: bestiacce inferocite, gli alieni, progressi della scienza sfuggiti al controllo e incazzati neri, gli gnomi, pippi calzelunghe.

l’eroe, che è anche l’antagonista (della tragedia) e ha un nome americanissimo come mike, jake, dave.
prende in mano le redini del gruppo, ne è il leader indiscusso e tutti devono sacrificargli una vergine al giorno per ottenere la sua grazia.
ha il compito di salvare la sua donna e, in secondo luogo, il mondo.
o perlomeno la città. bastardo.

la gnocca dell’eroe, che manco a dirlo è una sventola da paura. sistematicamente si caccia nei casini, e l’eroe deve andare a salvarle il culo. che riutilizzerà più tardi per scopi migliori.
non di rado è l’ex moglie dell’eroe, e ha avuto un figlio da lui – come no pupa, speraci.

l’amico dell’eroe, spesso un coglione di prima categoria, ha un ruolo marginale limitato allo stripparsi e al dimostrare la sua fede al padrone – cioè l’eroe.
ovviamente, muore o viene dimenticato nel bordello generale.

il cattivo 1, anche chiamato "sono un mago brutto e pazzo, non conosco la bontà, la vergogna e l’onestà!". di solito è lui la causa di tutto, o il traditore che pensa solo a se stesso.
naturalmente muore per mano stessa della tragedia.

il cattivo 2, tirapiedi del primo che non sa che cazzo vuole dalla vita e a un certo punto si redime e si sacrifica – inutilmente – per gli altri.
insomma, muore pure lui.

la donna incinta, elemento chiave del film il cui compito è quello di generare tensione.
più è avanti con la gestanza più la pellicola avrà successo: non di rado il bambino è talmente stronzo da voler uscire il giorno stesso della tragedia.
mentre la donna è sepolta dalle macerie, o in culo al mondo con una sfigata rimbambita (v. dopo).

il fidanzato della donna incinta, padre del bambino (o almeno così lui crede) che sta sempre al di fuori dal disastro ed è giustamente incazzato come una bestia.
spesso cerca di salvarla, ma alla fine non fa un cazzo e lascia il lavoro pesante agli altri.
l’infido.

la sfigata rimbambita, che aiuta la donna incinta al punto da improvvisarsi ostetrica anche se non ha ancora chiesto alla mamma come nascono i bambini.
spesso la tragedia, impietosa, la uccide.

il vecchio saggio, che nonostante il nome è a volte interpretato da un ragazzone barbuto.
la sua figura è avvolta nel mistero, nessuno sa da dove venga e che cazzo ci fa lì, ma alla fine salva tutti con ingegno ed esperienza.
in realtà è un evaso dal cottolengo fatto come una pera che, inutile dirlo: molto spesso muore.

l’adolescente depresso, stereotipo di un giovinotto imberbe afflitto dalle peggio pare mentali, spesso interpretato da uno sfigato pippaiolo.
ricopre il ruolo di ribelle, indossa converse all stars e odia il mondo: è un depresso represso e si lamenta più del presidente della confederazione italiana emo-boys stitici.
gira voce abbia un blog dove sfoga le sue fregnacce.
importante: molto spesso è il figlio dell’eroe, con cui ha un pessimo rapporto.
segretamente
si droga, bestemmia e picchia i bambini
.

la scienziata, una gnocca cervellona che spesso ricopre il ruolo dell’eroe o della gnocca dell’eroe.
anche se dimostra non più di 22 anni, lavora alla nasa e potrebbe fermare la faglia di san andreas con uno schiocco di dita.

la telecronista, sempre la stessa, usualmente afroamericana, dal tono impostato e saccente.
durante le inquadrature finali, ossia il resoconto dei danni della tragedia, la sua voce grave e cataclismica rassicura il volgo rammentando gli ideali del nostro paese – che ovviamente sono gli stati uniti d’america – tra cui l’unione del popolo, la fratellanza, l’uguaglianza, il capitalismo e il petrolio.

eppure fanno sempre tanto audience.
forse per la ricchezza di colpi di scena.

e per il fatto che – in fondoprevederli tutti con precisione millimetrica
dà una certa soddisfazione.

Annunci
luglio 19, 2007

mirabolanti episodi di ponderata corruzione

sarebbe stata una tranquilla nottata di luglio.
soffocata dalla calura che squaglia le membra e fa sudare perfino i muri.
non sto scherzando: la patafix cola via come burro.
e con essa tutti i poster attaccati alle mie pareti – torno a casa e sembra che stanno preparando per imbiancare.

ma a parte questo.

sarebbe stata una tranquilla nottata di luglio

tra un entomocidio e l’altro, in un campo saturo dei cadaveri delle zanzare cadute.
a pensare che la mattina dopo – oh – avrei dovuto fare i compiti. e che tanto non li avrei fatti.

e invece no
.

rumori improvvisi.
suona il campanello.
risveglio repentino di mia sorella.
coltellaccio in una mano e cordless col numero dei caramba nell’altra – perchè ogni ladro che si rispetti suona il campanello prima di penetrare nell’appartamento e mettertela nel culo (di conseguenza).

la porta si apre, un losco figuro dal cicciotto sembiante e portate una vestaglia bianca a quadroni si fa strada nell’ingresso, sull’orlo delle lacrime.

"alberto è caduto nel vostro giardino!"

alberto.
soli tre anni, dal fulvo crine, soventi fughe, animo vispo, artigli affilati.
è il gatto.

alberto è il gatto
.

ed è caduto nel nostro giardino.
poco prima che mio padre avesse la brillante idea di
sguinzagliare i cani.

insomma, si sentono rumori strazianti dal giardino, latrati, uno strillo felino:
poi più nulla.
alberto è fuggito dalla siepe.

passano circa quattro minuti: mezzo condominio è nell’androne, alcuni preoccupati e palpitanti.
molti incazzati come bestie.

il condominio indice due consoli e riunisce un’armata d’élite per le ricerche del gattino: miserabili entità evanescenti, borderline tra il sonno e la veglia, alcuni vestiti come teletubbies, altri come puttanoni della statale.

altri cinque minuti di estenuante attesa: alberto è stato raccattato e riportato alla salvezza.

cominciano urla e strida.
e la vera avventura inizia adesso.

dalle scale si fa strada lui: l’antagonista, il malvagio, l’oscuro signore del male.
lo stronzo.
il rompicoglioni acido e idiosincratico del condominio, colui che prova disprezzo verso l’intero genere umano, dall’alto del suo parrucchino plumbeo e celato dal naso rapace.

cade il silenzio
– gli sguardi puntati sulla sua discesa. la luce delle lampade si affievolisce, uno stormo di corvi prende il volo gracchiando sinistro.

cala l’apocalisse
.

il signore in questione cogita vendetta e distruzione, componendo sul telefono i celebri tre numeri della bestia: 113.

arrivano i carabinieri.
chiedono che cazzo sta succedendo.
i testimoni si dividono, creando due fazioni opposte: il suolo viene lacerato da una faglia improvvisa colma di odio e risentimento.

minimalisti vs esaltatori.

non è successo niente vs c’è stata un’ecatombe.

le testimonianze si accavallano, i pensieri si susseguono, alberto miagola ignaro e soddisfatto, gli sguardi si incendiano, le parole si fanno accese, gli epiteti volano, un carabiniere interviene con una frase ad effetto, ristabilendo l’ordine.

"avete un bicchiere d’acqua?"

fede nella sicurezza, gente: fede.

qualcuno dal pubblico risponde, esagerando: "vuole del frullato? è fresco!"
tutti si voltano verso l’incriminata. anche io.
è mia mamma.

la porta di casa mia rimane aperta, in un viavai di frullati, caffè e succo al pompelmo.

mia mamma capeggiava la sfera di potere dei minimalisti.

i carabinieri se ne sono andati lasciandoci qualche scartoffia inutile, un verbale riveduto e corretto e ringraziando calorosamente.

e anche questa volta l’oscuro signore è stato abbattuto.

poteva essere una tranquilla nottata di luglio.
non fosse stato per alberto.