Archive for settembre, 2007

settembre 24, 2007

scrivi un tema sulla mamma – è tempo di distruzione!

qualche post di causacrisi mi ha portato a cogitare su un bislacco personaggio,
mia mamma
.
che talora incute timore nelle gesta e negli sproloquima questa è un’altra storia.

per esempio, è solita vagare per la casa a piedi nudi indossando un lungo abito a pallinistile druida anni ’70.

lei declama di essere stata un’hippie nonchè comunista convinta – recentemente ha trascinato tutta la famiglia a una festa dell’unità con guest star rosy bindi.

fattostà che un giorno è arrivata a
casa mostrandoci gaudente il suo nome iscritto sul volantino di un certo partito di destrail partito del mio dentista.

cuore di mamma
.
ma anche: piccoli corrotti crescono.

mia mamma è quella che ogni tanto, nel cuore della notte, vedo sgattaiolare in cucina con le cuffione della tv portate tipo collare e prepararsi strani intrugli verde acido o paninacci nutella e caprino.

mia mamma è quella che quando qualcuno si ammala e sta per andare dalla nostra cara dottoressa di famiglia, si piazza davanti alla porta e lo scruta con decisione:
« guarda che la dottoressa non scherza, eh »
neanche fosse una rinomata mistress sadomaso da cui guardarsi le spalle.

mia mamma è quella che da qualche tempo ha deciso di imparare il computer.
così dice lei:
« stefano, mi insegni il computer? »
mentre cerca di spostare il cursore innalzando il mouse al cielo e facendolo roteare stile metal detectorlenta, meticolosa. inesorabile.

mia mamma è quella che spesso e volentieri se ne esce con inquietanti acquisti dalle più svariate – ed inutili – funzioni.
di solito sono ingombranti macchinoni di natura incerta e dubbia provenienza, del calibro di idromassaggiatore per piedi, macchina per fare gli waffel e miscelatore di bevande.

altre volte sono paccottiglia pseudotecnologica da scrutarare con sospetto, come: auricolarozzi pacchiani per cellulare, antenna usb per vedere la tv sul pc, penne che si cancellano a seconda di come le tieni.
un giorno temo di vederla arrivare a casa alla folle guida di uno di questi.
in ogni caso, non ho ancora assaggiato uno waffel in vita mia.

stamattina ha deciso che era tempo di distruzione.
l’ho vista irrompere nella mia stanza con dei sacchi neri stile csi, aprire tutti gli armadi e i cassetti del mondo e attuare una devastante opera di ripulisti.

ho perso la cognizione di quanti vestiti ho provato.

roba che non credevo nemmeno di avere.
roba che mettevo in prima media.
roba completamente biancache non ho nemmeno provato.

con la velocità di un androide prendeva e travasava, sacco da lavare, sacco da regalare, altro sacco da regalare, sacco da lavare e regalare.

ed è in quest’epopea di generosità repressa che nella mia mente venale e poco propensa al dono sconsiderato è esplosa un’idea, una timida esclamazione:

ma se vendessimo al mercatino dell’usato?

« ma và, lì vogliono la roba nuova! »

sì, mi ha risposto così.
al mercatino dell’usato vogliono la roba nuova.

che nessuno dica niente:
mia mamma
ha una logica impeccabile.

punto.

settembre 11, 2007

per non dimenticare – hoc habeo, quodcumque dedi

comunque qualcuno deve spiegarmi a cosa serve il minuto di silenzio,
quando ci sarebbe da
discutere animatamente.

settembre 9, 2007

ritratto di un secchione allo sbaraglio, atto III

lo so che non sono cose da dire,
lo so che non devo tirarmele addosso,
ma tant’è:

domani si ricomincia.

ricomincia la quotidiana processione a quel luogo etereo, frequentato da individui d’ogni genere.
in un pentolone di amici, nemici, idee, ideologie, compiti non fatti e prof inalberati, fregnacce da liceali e
vaccate adolescenziali.

già da qualche giorno si avverte il fremito tipo di un alveare in fermento: gente che non senti da maggio che ti contatta con un secco "hai fatto latino".

così, senza neanche il punto di domanda.
tirannico:
tu hai fatto latino
, studente 452-354.
comandi!

potrei anche aver cambiato sesso,
potrei anche aver cominciato a bucarmi,
potrei anche essere diventato truzzo,
l’importante è

hai fatto latino.



per la cronaca:
ovviamente la risposta è quasi no.
ovviamente il passaggio di compiti in questi giorni appare come il mercato nero dell’oppio in giappone.
ovviamente mi manca di tutto e di più.

certo non consola che la chitarra dei tokio hotel sia arrivata a quota quasi 4000 euro.
e non facciamo i paraculi nascondendoci dietro la beneficenzascusate lo sfogo.

settembre 6, 2007

quanto sei disposto a pagare per non avere niente?

quando c’è da ammettere un fatto oggettivo, va fatto.
i tokio hotel stanno facendo un gran successo.

ma anche uomini e donne riscuoteva successo.

lo dimostrano i manipoli assoldati di donzelle dalle corde vocali geneticamente modificate per adempiere alla pratica dell’urlo kaulitzianodelle sorte di banshee assatanate e, soprattutto, invidiose per quei capelli.

che per quanto ne sappiamo potrebbero anche essere un grizzley impagliato, o un corallo, o degli effluvi vulcanici.
nessuno lo sa.

come nessuno sa in quale mercato nero per transgender quello stesso individuo si procuri questi occhiali – che a mio parere dovrebbero portare un’etichetta tipo pacchetti di sigarette.

questi occhiali uccidono
ogni residuo di buongusto.

il ritmo incalzante delle canzoni, gli importanti temi affrontati – come il suo gemello che
s’inchiappetta una groupie
nella zimmer 483.
chissà se c’era anche lui, a guardare e prendere appunti.

ad ogni modo, oggi è stata una giornata raccapricciante per il mondo virtuale italiano: i tokio hotel, per amor di nome o forse solo per rivalità eufonica, si sono presentati su habbo hotel.

così, giusto per farsi un po’ di pubblicità: col loro look aberrante, con le loro faccine indisponenti.
e l’hotel è stato assediato da centinaia di…
cosi.
umanoidi deformi tipo omini del lego, ma molto più inquietanti.

e insomma,
questo ha quasi fatto più notizia della morte del povero pavarotti – impossibile non trovare un collegamento tra i due luttuosi avvenimenti.

ma non finisce quì:
proprio oggi è comparsa su ebay una nuova, inquietante pagina tutta dedicata a quei quattro moschettoni.

un’escalation di vaccate assolutamente degna di un celere commento, perchè – insomma
date un’occhiata.

più di cento offerte.
fin’ora 900 euro.
e tutto questo.
per.

una chitarra scassata.

certo, la chitarra scassata di tom kaulitz, ma potevano anche venderla buona.

mi viene voglia di andare a comprarmi una bompiani, prenderla a randellate e venderla su ebay come la prima tastiera di tuomas holopainen.

per la stessa serie:
quanto sei disposto a pagare
per non avere niente?

una sola cosa mi consola: i finley
non avranno mai lo stesso successo.

l’italia non può permettersi anche questo
.