Archive for febbraio, 2008

febbraio 24, 2008

di smascheramenti, laicità e forse qualcos’altro

a causa di x ora tutta la classe pensa che io sia un

« egoista che pensa solo a se stesso e se ne frega degli altri »

merda, non volevo
essere smascherato così presto.

intanto godetevi questo.

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febbraio 15, 2008

ritratto di un secchione allo sbaraglio – atto V

nene scrive (1.15):
mi è piaciuto tanto preparare l’esame di italiano…

perchè io so che no, a me non piacerà per un cazzo.
perchè io so che a quest’ora dovrei tipo essere a letto.
o almeno studiare – fare quelle cazzo di domande che so che tanto non farò.

teoria interessante.

è questo tornare a scuola dopo una settimana di influenza:

non hai voglia di fare un cazzo.
e non lo fai.

(la cosa brutta arriva il giorno dopo.)

nene scrive (1.16):
mi manca quella ovoglia di fare che avevo al liceo
knajfer scrive (1.16):
se io dirò una cosa del genere tra 5 anni
sarò veramente
veramente
messo male.
laura scrive (1.36):
voglia di fare del liceo? cos’è?


la voce della verità.
febbraio 1, 2008

quella piccola folle cosa chiamata sfiga – parte I

preludio (malsano)


non è che io sia ipocondriaco.
oddio, forse un po’ sì.

non è che io sia un sostenitore delle teorie del complotto.
mi affascinano, però.

non è che io creda nel destino, in fondo.
e nemmeno nella dea bendata.

però c’è una cosa in cui tutti dobbiamo credere.
una cosa che abbatte la frontiera della coincidenza.

la sfiga.

alla fine se non ci fosse non sarebbe lo stesso, dài.
una buona dose di sfiga ogni giorno per equilibrare questa cazzo di fortuna di essere vivi.

certo, un assegno sarebbe ugualmente gradito.

atto I: lui, lei, l’altra

c’è quel tal viottolo.
quello che dài – c’è in tutte le città.

quello che non ci passa mai nessuno, al massimo una bici.
è un dato di fatto, lo dai per scontato.

puoi attraversare senza problemi, insomma, no? no.

perchè qualcuno passa.
su un gippone.
mentre attraverso io.

mi fermo.
il gippone si ferma.
parto.
parte anche lui.
inchioda.

e lei arriva come un fulmine.
una panda bianca – graffitata.

revolution is the only solution!

c’è scritto.
e io mi trovo in mezzo.

torno indietro, faccio il giro della panda per attraversare questo cazzo di viottolo.
lei fa retromarcia.
io mi fermo.
si ferma anche lei.
io vado.
la panda parte.
il gippone parte.

si schiantano.

e io me ne sbatto i coglionazzi.

atto II: tentativi di approccio


si parlava, tipo, di
gente che incontri per strada.

l’umano medio lo vedi, lo senti,
sai che c’è – ma non suscita interesse.

l’umano alternativo lo vedi, lo senti,
sai che c’è ma preferiresti di no.

che ne so: gente per strada che non cago di striscio – però loro mi guardano.

mi fissano.

mi dicono cose.

      tipo
   "oh, ti piace la mia ragazza?"
    no, va bene?

      tipo
   "ciao giorgio!"
   piacere, stefano.

      tipo
   "oh, ce l’hai la paglia?"
   che l’è, vuoi brucare?

      tipo
   "senti, per caso sei di bergamo?"
    col cazzo.

      tipo
   "scusa, sai dov’è l’edicola?"
   sì, deve andare drit…
   "ah ho capito, arrivederci!"

e poi via, a tutta velocità.
e vorrei far notare di nuovo che questa gente non la conosco.

atto III: idealismo di strada

poi tipo, ti guardi intorno.
e vedi i muri.
e i pali.
e le pensiline.
e i marciapiedi.

e ci vedi scritte cose.
le cose non dette.

quelle che neanche i più accaniti approcciatori oserebbero dire a voce alta.

perciò si limitano a scriverle in arancione fluo.

tra le migliori:

  – 6 1 kazzone!
  – tsdb = ti spacco di bene!!!
  – gio vale lau kia the bestie
  – fra io t amo xkè 6 gay!
  – punk al rogo, celentano al pogo
 
sono frocio ma ci sono
  – io sì e tu?
  – buz è stato

e la vincitrice del premio assurdità

  – catullo 6 una puttana!!!

puntoesclamativo, puntoesclamativo, puntoesclamativo.

…continua.