quella piccola folle cosa chiamata sfiga – parte I

preludio (malsano)


non è che io sia ipocondriaco.
oddio, forse un po’ sì.

non è che io sia un sostenitore delle teorie del complotto.
mi affascinano, però.

non è che io creda nel destino, in fondo.
e nemmeno nella dea bendata.

però c’è una cosa in cui tutti dobbiamo credere.
una cosa che abbatte la frontiera della coincidenza.

la sfiga.

alla fine se non ci fosse non sarebbe lo stesso, dài.
una buona dose di sfiga ogni giorno per equilibrare questa cazzo di fortuna di essere vivi.

certo, un assegno sarebbe ugualmente gradito.

atto I: lui, lei, l’altra

c’è quel tal viottolo.
quello che dài – c’è in tutte le città.

quello che non ci passa mai nessuno, al massimo una bici.
è un dato di fatto, lo dai per scontato.

puoi attraversare senza problemi, insomma, no? no.

perchè qualcuno passa.
su un gippone.
mentre attraverso io.

mi fermo.
il gippone si ferma.
parto.
parte anche lui.
inchioda.

e lei arriva come un fulmine.
una panda bianca – graffitata.

revolution is the only solution!

c’è scritto.
e io mi trovo in mezzo.

torno indietro, faccio il giro della panda per attraversare questo cazzo di viottolo.
lei fa retromarcia.
io mi fermo.
si ferma anche lei.
io vado.
la panda parte.
il gippone parte.

si schiantano.

e io me ne sbatto i coglionazzi.

atto II: tentativi di approccio


si parlava, tipo, di
gente che incontri per strada.

l’umano medio lo vedi, lo senti,
sai che c’è – ma non suscita interesse.

l’umano alternativo lo vedi, lo senti,
sai che c’è ma preferiresti di no.

che ne so: gente per strada che non cago di striscio – però loro mi guardano.

mi fissano.

mi dicono cose.

      tipo
   "oh, ti piace la mia ragazza?"
    no, va bene?

      tipo
   "ciao giorgio!"
   piacere, stefano.

      tipo
   "oh, ce l’hai la paglia?"
   che l’è, vuoi brucare?

      tipo
   "senti, per caso sei di bergamo?"
    col cazzo.

      tipo
   "scusa, sai dov’è l’edicola?"
   sì, deve andare drit…
   "ah ho capito, arrivederci!"

e poi via, a tutta velocità.
e vorrei far notare di nuovo che questa gente non la conosco.

atto III: idealismo di strada

poi tipo, ti guardi intorno.
e vedi i muri.
e i pali.
e le pensiline.
e i marciapiedi.

e ci vedi scritte cose.
le cose non dette.

quelle che neanche i più accaniti approcciatori oserebbero dire a voce alta.

perciò si limitano a scriverle in arancione fluo.

tra le migliori:

  – 6 1 kazzone!
  – tsdb = ti spacco di bene!!!
  – gio vale lau kia the bestie
  – fra io t amo xkè 6 gay!
  – punk al rogo, celentano al pogo
 
sono frocio ma ci sono
  – io sì e tu?
  – buz è stato

e la vincitrice del premio assurdità

  – catullo 6 una puttana!!!

puntoesclamativo, puntoesclamativo, puntoesclamativo.

…continua.    
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6 commenti to “quella piccola folle cosa chiamata sfiga – parte I”


  1. Non ho parole.
    ò.ò”

  2. Ora però voglio conoscere anche la parte II….

  3. Non era Catullo, era Lesbia la putt… ehm, la giovine di facili costumi…
    Diamoci un tono e citiamo i classici, ma citiamoli per bene!

  4. Nethor
    ma guarda, nemmeno io.

    Rook
    arriverà, arriverà… 🙂

    Riflessiva
    infatti, era Lesbia quella che si dilettava col passero del secondo carme. Un po’ di cultura, insomma! 😀

  5. …Eggià, Che vita sarebbe senza la sfiga…
    Insomma, forse sarebbe meglio vivere senza eh…Però sarebbe una noia assurda ò_ò
    Dai Dai, voglio sapere la seconda parte!

  6. Ciao Giorgio salutami tua madre!

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