Archive for maggio, 2008

maggio 13, 2008

incontri ravvicinati del 3° tipo – il vecchio molesto

se c’è un posto che odio, tipo, è la sala d’attesa della dottoressa.

trattasi di piccolo stanzino angusto, zeppo di riviste etnoglamour e carta da parati zuccherosa.

pare un erbario – buffo come un tale cubicolo possa contenere tutte le varietà floreali cui sono allergico.

etciù, etciù, etciù.

pieno di persone – sempre e comunque – no, pieno di vecchi.
che, ovviamente, hanno occhi solo per me.

mi fissano, nel silenzio.
si sente ogni mio respiro.

e naturalmente mia madre non può che farsi notare dicendo cose senza senso ed esibendosi in canti popolari brianzoli sottovoce.

vabbè, sopporto tutto.
tranne una cosa.

il vecchio pazzo & petulante.

crine canuto, laccatissimo, gambe accavallate che neanche la chiabotto le tiene così, completino in tartan marrone vomito, calzette rosse in filo di scozia, mocassini in pelle di mangusta.

mi fissa mentre leggo un certo libro.
e parla, parla, parla.

di cosa parla?
berlusconi.
ah! …ma è pro o contro?
è un libro ch…
e tu sei per o contro?
ma come si fa a essere per berlusconi?
io sono per berlusconi!

ah. poveri noi.
anzi, a dire la verità sono per fini.
uau.
(e, giustamente, continuo a leggere.)
è grande fini.

…che classe fai?
seconda liceo.
classico, vero?
linguistico.
ah, perchè ti piacciono le lingue?

no, le laringi – vorrei rispondere.
ma mi limito a un educato
ovviamente.
anche mia figlia fa il linguistico.

è bella mia figlia.

come ti chiami?
stefano.
ah! anche mio figlio si chiama stefano!
(ti pareva.)
però è grande.

a questo punto afferra una rivista delle sopracitate.
viene posseduto dallo spirito di mastrotacomincia a recitare la réclame di una crema antirughe.
indica la signorina in primo piano e asserisce serafico:

questa è meglio di berlusconi!

aggiunge che la comprerà.
la crema, non la tipa.

poi si alza per fumare.
esce dalla porticina si accende una camel light.
come i quindicenni sfigati.

poi la spenge in una piantina fiorita – elargisce morte alla natura.

il vecchio molesto rientra in pompa magna, seminando cenere e malaugurio.
siede di nuovo al mio fianco, fissando famelico il mio libro.

non regge all’attesa.

posso leggere due righe?

legge frasi sconnesse ad alta voce, saltando una pagina ogni riga.

poi lo chiude di colpo, perdendomi il segno, contrariato.

nah, non ci capisco un cazzo.

lo guardo.
mi riprendo il libro.
ricomincio a leggere.

non regge – di nuovo.

comunque per me fini è proprio bravo.

è un signore.



dopo vado a mangiare al cinese.
bleah.
no ma è buono, sai, io mangio gli occhi di elefante.
ah, ecco.
e a te che cucina piace?

lo guardo.
chiudo il libro.
penso a come sputargli in faccia senza farmi notare.

a me piace anche l’indiano, e a te?

poi, d’un tratto.

il prossimo!

la dottoressa chiama.
salvato dalla campanella.

lui, ovviamente, non io.

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maggio 5, 2008

cominciamo bene (e adesso tirate fuori lo champagne)

i miei 15 anni si chiudono così.

– mia mamma sclera e delira.

– la pescia, al telefono, cerca informazioni su tal iarba.

– io ricopio convulsamente schemi di storia.

– un regalo di compleanno mi si è appena palesato causa nascondiglio assurdo.

– l’orologio della mia stanza è indietro di un’ora e qualche, perciò compierò 16 anni due volte.

happy birthdaaaay to meeee.