questo non è un post depresso (ma per davvero)

Sì, ho sistemato la grafica, e sì – sono ufficialmente tornato a scrivere.

Tipo, stavo pensando che.

È bello vedere i primi fiori curiosi a fine febbraio, il fogliame che comincia a rigoglire languido sulle fronde stanche degli alberi, la primavera che poi ad aprile esplode carica di speranza, gioia, senso di libertà, odore di rinascita. I colori sempre più brillanti, il cielo terso, le nuvole che si fanno sempre più rade, le piogge sempre più timide, il freddo sempre più remissivo.

È bello vedere come aprile lascia il posto a maggio, come l’estate arrivi sempre più in anticipo, come giugno porti con sé quell’aromino che non sai cos’è – un po’ erba un po’ citronella, un po’ anguria un po’ badedas – ma che sai che vuol dire proprio estate, così come ai tempi c’era il Festivalbar (sì, fin troppo inflazionato).

È bello vedere come le stagioni arrivino prima dell’uomo, nel senso che vedi i fiori sbocciare e dici "è primavera!" e invece stica, è ancora inverno – vedi il termometro che raggiunge i 30° (e via con l’invasione di sandali, infradito e fucking crocs) e dici "è estate!" e invece stica, è ancora primavera.

Però in realtà mi sono accorto che delle stagioni e della natura non frega un cazzo a nessuno.

Il fatto è che abbiamo bisogno di sapere che il tempo va avanti anche senza di noi – è un punto stabile, qualcosa che non si ferma. La primavera esplode, l’estate arriva carica di energia, è tu non c’entri proprio niente. Il tempo di noi se ne strafotte. Ed è questo che poi andiamo tutti cercando: qualcuno (o qualcosa) che se ne strafotta dei nostri problemi e delle nostre vite in generale.

Sì, probabilmente deriva tutto dal fatto che io, con questa gioia primaverile e questa vitalità estiva, c’entro come i cavoli a merendacome si suol dire.

Non è che sono diventato emo eh, ma per causediforzamaggiore ho cominciato a riflettere e a domandarmi se la felicità non sia solo un preludio per la tragedia, un escamotage della vita per poi poterci ricoprire di sterco quando crediamo che tutto vada bene – sì, è la solita cazzo di storia del mondo che va a rotoli eh, niente innovazione questa volta.
Come disse qualcuno, se non ci fosse la felicità non esisterebbe il dolore (e viceversa).

Forse ecco, bisogna sottolineare un po’ quel "viceversa" e pensare che tanto un po’ di merda ci tocca un po’ a tutti, quindi tanto vale mettersi i guantini e cominciare a spalare.
Il difficile è convincersene – solo quello.

Tuttavia – è anche vero che se questo è il migliore dei mondi possibili,
non voglio proprio immaginare il peggiore.

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3 commenti to “questo non è un post depresso (ma per davvero)”

  1. Ciao e buon fine settimana da Maria

  2. Ciao e buon fine settimana da Antonio.

    😉

  3. Davvero c’è qualcuno che pensa che questo sia il mondo migliore? Oddio. Io lo amo questo mondo, ma posso quasi dire con certezza che c’è qualcuno che si spiscia dal ridere a pensare a noi.

    Ciao e buon fine settimana da Elena.

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