Archive for settembre, 2009

settembre 25, 2009

a proposito di moda, colori e strani individui

Mi ha appena chiamato madre.

"Sono dalla dottoressa, un casino, ci sono i carabinieri, una pazza!"

… Ieri mi ha comprato la tinta viola – così, per sport.
Qualche giorno addietro è venuta in camera mia esordendo con: "hai voglia di truccarmi?"
Ormai comincio a pensare di averla corrotta e traviata irreparabilmente; sta trasformandosi in un mostro fashion di raro splendore.

In compenso ha deciso di acquistare una gigantesca pianta di aloe e, com’è logico, di piazzarla in bagno.
Sicché per andare al cesso devi fare attenzione a non scorticarmi con tutte quelle spine che tra l’altro fanno molto amazzonia con brio.

Peraltro.
Il mio prof di matematica ci ha confessato che le salviette del suo bagno sono tipo zebrate.

Ah: stasera madre vuole farmi delle ciocche rosse.
Così, per dovere di cronaca.

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settembre 8, 2009

notizie che mi hanno sconvolto la vita, p. III

Mino Reitano, Michael Jackson, Mike Buongiorno – ultimamente è più facile tirare le cuoia in circostanze misteriose che vincere a un quiz tv (appunto).

Con la sua morte si estinguono tutti i sogni d’immortalità della razza umana.

settembre 1, 2009

giusto per fare il punto della situazione

Come conclusione, volevo solo mettere per iscritto un paio di cosette.

Per prima cosa ho sentito l’emozione penetrare nel mio cuore; ho visto la mia vita dolcemente violentata da un sentimento che non conoscevo.
Poi ho scorto la felicità irradiarmi della sua luce, riempire la mia esistenza.
Ho lottato con le unghie e con i denti per quella felicità, ho cercato di tenerla stretta. Sono arrivato perfino ad illudermi, per non perdere quello stato di elevazione: ho creduto in un dio fasullo, ho pregato in una lingua inesistente. Ho scommesso sul cavallo zoppo, credendo – dopotutto – di poter vincere: questo è l’atteggiamento dell’artista.

Infine ho perso.
Ho visto il mondo strapparmi via la felicità. Ho subito l’ipocrisia e la viltà; sono stato seviziato dall’ignavia e dalla paura. Sono rimasto incatenato ad assistere alla mia disfatta, ho atteso immobile percorrendo la mia caduta. Ho avvertito la mia anima dilaniarsi, ho udito la mia vita cadere in pezzi. Sono rimasto a giacere silenziosamente per ore, per giorni, per mesi.
Sono morto e ho deciso di rinascere.
Avevo scambiato le mie gambe per ali splendenti; ma quando queste mi sono state divorate dalla paura, ho dovuto reimparare a camminare.

Adesso, adesso devo ancora capire se sto camminando o se sto strisciando.
Eppure la differenza sembra così sottile a chi ha volato alto, tanto da scottarsi con il sole.

Non è finita, o forse sì.
Ma ho perso una battaglia: vincerò la guerra.
E se perderò anche quella, ne vincerò di certo un’altra.

settembre 1, 2009

e poi non dite che vi ricorda qualcuno

Io già vi avevo avvertiti ai tempi che furono, che quest’uomo era un tantino tocco.
Questo è quando però si dice che il potere dà alla testa, ecco.