Archive for dicembre, 2010

dicembre 24, 2010

CRONACHE DELL’AVVENTO, EPISODIO 4

È ufficiale: tra meno di un'ora Gesù Bambino uscirà dall'armadio.

Insomma, la magia natalizia è inequivocabilmente nell'aria. Dawson ha due figli pestiferi, tutti noi aspettiamo con ansia la replica di Balto, Madre bercia ferocemente contro mio fratello e gli sms delle feste impazzano.

(Ore 22.25: Stiamo giocando a tombola. In mancanza di fagioli, usiamo le lenticchie.)

Io credevo che il fetish dei messaggini con gli asterischi si fosse estinto dieci anni fa. Invece no. Il bambino cui do ripetizioni mi ha appena mandato un sms che cita testualmente:

        ,*,
      ,*@*,
    ,*@*@*,
  ,*@*@*@*,
,*@*@*@*@*,
""""""U""""""       un
alberello pieno di auguri. Mandalo
a tt le persone a cui vuoi augurare
buon natale!

Tanti auguri di buone feste a tutte le compagnie telefoniche.
Firmato: tutti i bimbiminkia del mondo.

(Ah, comunque adesso sono sicuro che non rimarrò mai a corto di tazze.)

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dicembre 18, 2010

CRONACHE DELL’AVVENTO, EPISODIO 3

Ho aspettato questo giorno per mesi.
Un po' perché un cazzo di giro in centro non me lo facevo da tempo immemore, ma soprattutto perché avrei colto l'occasione per effettuare un'approfondita analisi di mercato. E per ridere come un pazzo.

Sicché non mi sono fatto intimorire dalle strade ghiacciate, né dal freddo pinguino, né dalla social anxiety che mi colpisce inevitabilmente ogni volta che mi metto al volante al fianco di Madre: mi sono riempito di soldi e sono uscito à l'aventure.

Shopping natalizio con Mama Baloo.

Special guest: le bancarelle dell'artigianato (che poi il concetto di artigianato MADE IN CHINA non mi è ancora ben chiaro).

Ho perso la cognizione di quanti cappelli, berretti e bombette sono stato costretto a provare – a un certo punto credo di essermi trovato in testa un sombrero, o qualcosa del genere. Alla fine ho optato per un modesto chullo con ponpon rosso fuoco – ma solo per soddisfare il garrulo entusiasmo di Madre, sia chiaro.

(Quando mi sono accorto che su quella catasta pelosa al fianco della bancarella c'era scritto vera pelle di renna era troppo tardi.)

Poi è arrivato il momento magico del venditore abusivo, che sarebbe il nome tecnico del vu' cumprà. Il migliore amico di Madre, insomma, che prenderebbe Maroni a sprangate nei denti pur di difendere i diritti di questi loschi individui – invece tutti gli altri che tornino pure nel loro Paese.

Ormai camera sua è talmente piena di borse false che ogni tanto temo nasconda sotto al letto un bambino afghano con le mani callose.

Fatto sta che oggi l'ho sorpresa mentre conduceva le trattative per una Louis Wuitton originale. Ti piace? mi ha chiesto. È il mio regalo da parte di papà.

Sentito, devo dire.

(CONTINUA…)

dicembre 18, 2010

CRONACHE DELL’AVVENTO, EPISODIO 2

Gli impegni scolastici sono ufficialmente over, almeno fino all'inizio delle vacanze.
Sì, è un paradosso, ma da noi funziona così.

Sta di fatto che quest'informazione avrei fatto bene a tenermela per me, invece di riferirla a Madre (ma tanto, adesso che Assange è di nuovo libero, sarebbe venuta a saperlo comunque): gliel'ho letto negli occhi, che aveva qualcosa di nefasto in mente.

E infatti.

La mia giornata è trascorsa all'insegna della compilazione spasmodica di bigliettini d'auguri. Regali che non sapevo neanche di aver fatto, a persone che non sapevo neanche di conoscere.

Dovete sapere, a proposito del Natale a Casa Baloo, che la tradizione dei regali è considerata una vera e propria liturgia, un appuntamento che non può essere in nessun modo disatteso. Da un po' di anni a questa parte le cose si svolgono sempre secondo la seguente scaletta:

1) Qualcuno (Zia, Madre o entrambe) afferma risoluto che quest'anno basta regali, ormai siamo grandi.

2) Misteriosi pacchetti cominciano a moltiplicarsi sotto l'albero. Così, per gemmazione. Quali pacchetti, vi chiederete – mica ormai eravamo grandi?

3) La sera della Vigilia ci si ritrova tutti a casa di Zia per l'apertura dei regali. Quali regali, vi chiederete mica ormai eravamo grandi?

4) Segue altrettanto risoluta ripresa della propositio al punto 1).
Ma tanto è chiaro fin dal principio che non ci crede nessuno.

Questo rozzo canovaccio si arricchisce poi di non meno importanti passaggi intermedi, quali

il completo restyling di un tozzo alberello spelacchiato che abbiamo in casa da che ho memoria e che, dopo essere passato per le mani di Madre, si trasforma in un mostro luccicoso degno di Piazza San Pietro;

la genesi di un presepe sempre più piccolo – ricordo che quando avevo cinque o sei anni il presepe di Casa Baloo era praticamente un'attrazione turistica. Credo di aver visto persino dei pellegrini venuti a contemplarlo – ma forse erano delle statuette, non saprei dire.

[ DESCRIZIONE DEL PRESEPE NEGLI ANNI PASSATI: tappeto erboso, laghetto artificiale, ponte con pescatore pescatore? A Natale? e sei o sette pastori con relativi ovili; capannone con fienile, bestiame, culla in oro massiccio, vano per la stella cadente, gallo sul tetto, angelo appeso per il coppino e tinello per la servitù; ambientazione montana con neve artificiale, lustrini a cazzo e sfondo iMax 3D.

« A Natale puoi
fare quello che non puoi fare mai. »


Credevo seriamente si riferisse al nostro presepe, quella canzoncina. ]

Oggi, venuti meno gli «interminati spazi» dei bei tempi andati ma non la voglia di strafare, il nostro presepe si è ridotto un'ammucchiata di uomini e bestie, con i magi che stanno sotto la capanna fissi da Santa Lucia – che poi, non era una grotta? e le pecore che ormai hanno preso il controllo di Betlemme.

(Tra l'altro ogni anno il giocone dell'inverno è capire dove Madre abbia ficcato la statuina di Gesù, che come tradizione vuole compare misteriosamente la notte di Natale.)

la cerimonia dell'Impacchettatura e quella del Bigliettinaggio, che col passare degli anni si carica di toni sempre più epici. Perché vedete, la concezione di Madre del regalo di Natale è una chiara espressione di logica mercantilistica non saprei trovare altro parallelismo.

«Ecco, questo è per tuo fratello   da parte tua!  » un completo intimo di cotone. Da parte mia? Ah sì?!
Perché il regalo dev'essere utile, sfruttabile, come il maiale: non si butta via niente. Anche se poi fa cagarissimo, non c'entra una mazza con il destinatario e questi capirà immediatamente che non è opera tua.
Però il regalo dev'esserci, costi quel che costi.

l'addobbo libero e selvaggio, che non ha un freno fino al 25 dicembre e che si espande sempre più anche nel prossimo vicinato;

l'immagazzinamento esponenziale di cibo – così come succede presso Pasqua, Halloween, Ferragosto e la festa del paese qualsiasi genere di dolciume trova la sua Terra Promessa nelle svariate dispense di Casa Baloo. Perché sì, ne abbiamo più d'una.

E infine, ciò che più amo del periodo natalizio – nonostante a volte mi dia i brividi: la caccia al regalo. Andare a fare shopping natalizio con Madre è un'esperienza mistica in grado di forgiare il corpo e lo spirito dei pochi eletti che sono tanto scriteriati da prendervi parte, ovvero Io.

Ma questa è un'altra storia.

(Ah, per puro caso ho appena aperto l'armadio degli stracci e ci ho trovato dentro Il Bambin Gesù.
… Credo di non dover aggiungere altro.)
 

dicembre 16, 2010

CRONACHE DELL’AVVENTO, EPISODIO 1

Madre sta impacchettando i regali.
Da una settimana.

Prima sono entrato in camera sua e, in pieno spirito natalizio, mi ha dato le spalle urlando VATTENE VIA!!

Mi sono sentito un po' come la democrazia in parlamento.
Fuori luogo.

Del resto dovevo immaginarlo. Tutto è cominciato venerdì scorso, quando una bidella è entrata in classe paonazza in volto dicendo che era venuta mia madre a prendermi.
Oh cristo.
Tronfio dei miei 18 anni mi firmo la giustificazione di uscita anticipata alle 12, vado a farla convalidare dalla Vicepreside e scatta la trappola.
«Ma sono le 11.55, non le 12. Torna in classe ed esci quando suona.»
Sono rimasto immobile per un istante, fissandola un po' come Leopardi doveva fissare la siepe dell'Infinito.

Del dopo, ricordo una scena molto simile a un rapimento mafioso: pochi minuti – giusto il tempo di perdere la patente – e stavamo sfrecciando a tutta velocità verso la casa in montagna.
Ehi, un momento, quale casa?!

Intanto casa mia ha cominciato a riempirsi di fatine.
Fatine in piedi, fatine sedute, fatine penzolanti, fatine con candela – e come al solito quando in casa mia qualcosa prolifera in modo virale, la spiegazione è una sola: era in offerta all'Iper.

Oggi mi è caduta in testa una stellina natalizia. Appesa al mio armadio.
Era enorme.

L'androne del mio palazzo è addobbato da una gigantesca sagoma di albero di natale al neon che pervade di luce verde fluorescente l'intero ingresso. La prima volta che l'ho visto ho pensato oh cazzo, Voldemort!

Poi ho realizzato che doveva essere opera di MADRE.
Che, per la cronaca, è stata eletta consigliera di condominio.

Di nuovo.

dicembre 14, 2010

FIDARSI È BENE, NON FIDARSI È M… NO, ASPETTA.

Berlusconi: «Io non so dire dei no, non l'ho mai saputo fare e la mia fortuna è stata che nessun gay è venuto mai a farmi una proposta perché alla terza volta avrei chiesto di spiegarmi tecnicamente come si fa e ci sarei stato»

Beh, in fondo è comprensibile: dopo tanti anni di governo si sarà chiesto cosa ci trovi l'Italia nel prenderla sempre nel culo.

(Vi prego, qualcuno glielo chieda tre volte e gli spieghi tecnicamente come dare le dimissioni.)