CRONACHE DELL’AVVENTO, EPISODIO 2

Gli impegni scolastici sono ufficialmente over, almeno fino all'inizio delle vacanze.
Sì, è un paradosso, ma da noi funziona così.

Sta di fatto che quest'informazione avrei fatto bene a tenermela per me, invece di riferirla a Madre (ma tanto, adesso che Assange è di nuovo libero, sarebbe venuta a saperlo comunque): gliel'ho letto negli occhi, che aveva qualcosa di nefasto in mente.

E infatti.

La mia giornata è trascorsa all'insegna della compilazione spasmodica di bigliettini d'auguri. Regali che non sapevo neanche di aver fatto, a persone che non sapevo neanche di conoscere.

Dovete sapere, a proposito del Natale a Casa Baloo, che la tradizione dei regali è considerata una vera e propria liturgia, un appuntamento che non può essere in nessun modo disatteso. Da un po' di anni a questa parte le cose si svolgono sempre secondo la seguente scaletta:

1) Qualcuno (Zia, Madre o entrambe) afferma risoluto che quest'anno basta regali, ormai siamo grandi.

2) Misteriosi pacchetti cominciano a moltiplicarsi sotto l'albero. Così, per gemmazione. Quali pacchetti, vi chiederete – mica ormai eravamo grandi?

3) La sera della Vigilia ci si ritrova tutti a casa di Zia per l'apertura dei regali. Quali regali, vi chiederete mica ormai eravamo grandi?

4) Segue altrettanto risoluta ripresa della propositio al punto 1).
Ma tanto è chiaro fin dal principio che non ci crede nessuno.

Questo rozzo canovaccio si arricchisce poi di non meno importanti passaggi intermedi, quali

il completo restyling di un tozzo alberello spelacchiato che abbiamo in casa da che ho memoria e che, dopo essere passato per le mani di Madre, si trasforma in un mostro luccicoso degno di Piazza San Pietro;

la genesi di un presepe sempre più piccolo – ricordo che quando avevo cinque o sei anni il presepe di Casa Baloo era praticamente un'attrazione turistica. Credo di aver visto persino dei pellegrini venuti a contemplarlo – ma forse erano delle statuette, non saprei dire.

[ DESCRIZIONE DEL PRESEPE NEGLI ANNI PASSATI: tappeto erboso, laghetto artificiale, ponte con pescatore pescatore? A Natale? e sei o sette pastori con relativi ovili; capannone con fienile, bestiame, culla in oro massiccio, vano per la stella cadente, gallo sul tetto, angelo appeso per il coppino e tinello per la servitù; ambientazione montana con neve artificiale, lustrini a cazzo e sfondo iMax 3D.

« A Natale puoi
fare quello che non puoi fare mai. »


Credevo seriamente si riferisse al nostro presepe, quella canzoncina. ]

Oggi, venuti meno gli «interminati spazi» dei bei tempi andati ma non la voglia di strafare, il nostro presepe si è ridotto un'ammucchiata di uomini e bestie, con i magi che stanno sotto la capanna fissi da Santa Lucia – che poi, non era una grotta? e le pecore che ormai hanno preso il controllo di Betlemme.

(Tra l'altro ogni anno il giocone dell'inverno è capire dove Madre abbia ficcato la statuina di Gesù, che come tradizione vuole compare misteriosamente la notte di Natale.)

la cerimonia dell'Impacchettatura e quella del Bigliettinaggio, che col passare degli anni si carica di toni sempre più epici. Perché vedete, la concezione di Madre del regalo di Natale è una chiara espressione di logica mercantilistica non saprei trovare altro parallelismo.

«Ecco, questo è per tuo fratello   da parte tua!  » un completo intimo di cotone. Da parte mia? Ah sì?!
Perché il regalo dev'essere utile, sfruttabile, come il maiale: non si butta via niente. Anche se poi fa cagarissimo, non c'entra una mazza con il destinatario e questi capirà immediatamente che non è opera tua.
Però il regalo dev'esserci, costi quel che costi.

l'addobbo libero e selvaggio, che non ha un freno fino al 25 dicembre e che si espande sempre più anche nel prossimo vicinato;

l'immagazzinamento esponenziale di cibo – così come succede presso Pasqua, Halloween, Ferragosto e la festa del paese qualsiasi genere di dolciume trova la sua Terra Promessa nelle svariate dispense di Casa Baloo. Perché sì, ne abbiamo più d'una.

E infine, ciò che più amo del periodo natalizio – nonostante a volte mi dia i brividi: la caccia al regalo. Andare a fare shopping natalizio con Madre è un'esperienza mistica in grado di forgiare il corpo e lo spirito dei pochi eletti che sono tanto scriteriati da prendervi parte, ovvero Io.

Ma questa è un'altra storia.

(Ah, per puro caso ho appena aperto l'armadio degli stracci e ci ho trovato dentro Il Bambin Gesù.
… Credo di non dover aggiungere altro.)
 

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2 commenti to “CRONACHE DELL’AVVENTO, EPISODIO 2”

  1. Ok, qui di seguito i miei pensieri più sconnessi:

    – Ma quell'albero è… è stupendo! Non potremmo avere una sua foto ingrandita?

    – Non si è mai troppo grandi per i regali! E tua madre ha deciso di rimangiarsi ogni cosa perché anche lei spera di ricevere doni da me.

    – Ci tengo a precisare che molto raramente faccio regali che fanno cagare, quindi occhio a come parli.
    ( Ammetto comunque che questa volta non è opera mia… )

    Tintinnanti saluti

        Babbo Natale
        splindersanta@hotmail.it
       

  2. Se può consolarti, credo che sul mio alberello di Natale -spelacchioso, storto, un po' tisico ma TantoBastaCheCiSia- credo si possano trovare anche forme di vita aliene.

    Detto ciò, mi hai davvero rallegrato la serata 🙂

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