QUANDO I LEADER VENIVANO ASSASSINATI SENZA TROPPI CAZZI

Poi stamattina mi sveglio –  tardi, tra l'altro, sicché non vado a scuola perché da noi un ritardo è assai più deprecabile di un'assenza. Mi sveglio, dicevo, ed entro in simbiosi mistica con Santa Wikipedia al fine di scoprire qualcosa che non so sulla guerra del Vietnamanche se, detta così, potrebbe sembrare che effettivamente ci sia qualcosa che sappiamo, sul Vietnam.

Ancora rincoglionito dall'ebbrezza mattutina, per un attimo mi sono crogiolato nel pensiero che nel duemila le guerre non si fanno più, che certe guerre non si fanno più perché le guerre di conquista appartengono al passato. Che gli effetto-domino e i salviamo-la-faccia e gli obiettivi-nobili erano e rimangono stronzate. Che

«l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».

Che sputtanare le parole libertà e indipendenza per fini politico-economici è una prassi da Guerra Fredda, insomma, non si fa più.

Beh, sticazzi.

Per fortuna è arrivata la diretta di Repubblica a farmi tornare alla realtà, a ricordarmi che le guerre di conquista si fanno quanto e più di prima, che le parole libertà e indipendenza vengono sputtanate quanto e più di prima, che l'Italia ormai non ripudia altro che i froci e i kebabbari.

Fatto sta che nello spleen generale di tutte queste amenità mi ritrovo gli occhi piantati su una flash news in particolare, anzi una dichiarazione in particolare di uno Stato in particolare. Ecco:

08:36     La Cina è tornata a chiedere l'interruzione dei raid aerei alleati e ha ribadito di essere contraria "all'uso della forza" che "potrebbe fare vittime civili e scatenare una crisi umanitaria". Per questo motivo la Cina chiede un "cessate il fuoco immediato".

Cos'è che chiede la Cina? È contraria a cosa, la Cina?
(Ah, la magia dei collegamenti ipertestuali.)

Non dico che la politica internazionale dovrebbe macchiarsi di coerenza. Si tratta di una distopia storicamente irrealizzata e strategicamente irrealizzabile. Anzi, non dico affatto chi dovrebbe fare cosa.
In quanto Signor Nessuno posso solo pormi delle domande, del tipo: se il Tibet avesse riserve di gas e petrolio, adesso sarebbe un Paese libero oppure si troverebbe direttamente sotto il controllo degli Stati Uniti?

Ma soprattutto, se Gheddafi fosse stato una donna, adesso sarebbe ospite fisso a Pomeriggio 5 oppure avrebbe direttamente un seggio al PdL?

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One Comment to “QUANDO I LEADER VENIVANO ASSASSINATI SENZA TROPPI CAZZI”

  1. Ma vogliamo parlare del fatto che Obama l'anno scorso ha vinto il nobel per la Pace?
    o che invece di mandare aiuti in Giappone li mandiamo in Libia? (che pioi, le bombe sono beni di prima necessità? allora sono povera!)

    e concluderò con una sparata tutta berlusconiana (la fonte è mia mamma, quindi non ne sono così certa): "mi dipiace tanto per Gheddafi"
    per chi, scusa?

    Vale M. (finalmente ho commentato, contento?) ❤

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