LE SITUAZIONI SOCIALI DEL DAILYBALOO, EP. 1

Credo sia quando cominci a pensare che il rimorso è in effetti l’operazione inversa del rimpianto – il momento in cui puoi gettare le armi e affermare con rassegnazione che la Psicometria e le sue orde di formule stanno dominando entrambi gli emisferi del tuo cervello. Facendoli inibire a vicenda, peraltro.

Tuttavia.
In questi giorni di amministrative tracheggianti e meteo mestruato, di liceali acciapinati e universitari angosciati – io rientro nell’ultima categoria, ciao – sono finalmente riuscito a trovare il passatempo definitivo, l’attività ludica cui tutte le altre possono fare una ricca sega. Sì, perfino assuefarsi a vecchie serie tv e parlare con accento sardo così, per sfregio.

Sto parlando delle assemblee condominiali.

No, seriamente. Non so se siano i miei studi in Psicologia sociale che mi spingono a ricercare le situazioni di collettività più flagranti e succose, o se provo semplicemente un masochistico piacere nel constatare quanto la gente sta male – fatto sta che ormai sono entrato nel loop e non vedo l’ora della prossima, un po’ come si aspetta con trepidazione il primo funerale disponibile per rivedere la cugina di terzo grado bonazza vista all’ultimo matrimonio.

Grossomodo.

 

Tra le perle appallottolatesi comodamente nella mia memoria a lungo termine – sempre sia lodata:

— Chi ha un giardino privato non può sbattere i tappeti e le tovaglie, perché la polvere sale ai piani superiori. Non ho ben capito perché, non si possono nemmeno stendere i panni. Sarà il vapore acqueo che incute timore.

— La musica troppo alta dà fastidio. Ok, questa sarebbe normale, se non fosse detta dagli stessi che fanno da valida alternativa al Discovery Channel nonappena tramonta il sole.

— È del tutto lecito minacciare i propri vicini, specie se si appartiene a sedicenti cosche mafiose. Ancora meglio se, delle suddette, si è l’ultimo superstite.

— Se la tua doccia perde e l’acqua passa dal mio fottuto soffitto, è colpa mia che non mi sono fatto fare “il soffitto impermeabile” (sic). Ne deduco che, qualunque possa essere la mia reazione, sarà colpa tua che non ti sei fatto fare il deretano inespugnabile.

— Non è illegale avvelenare dei cani, nel caso straordinario in cui questi abbaino. Che è poi un’attività inconsueta, per un cane.

 

E poi vabbè, alle assemblee partecipa Madre.
Ripetiamolo un attimo tutti insieme per assimilare come si deve:
alle assemblee partecipa Madre.

Sicché potete immaginare la foia sesquipedale che accompagna – con mio sommo sollazzo, s’intende – questi momenti. Tanto per dirne una, questa mattina Madre ha placcato mio fratelloimmaginatelo come un mistone tra Lou Ferrigno e Bruce Dickinson, però più trash – chiedendogli di andare a fare brutto a un dirimpettaio random.

Perché aveva disonorato il buon nome della famigghia.
No, non l’ha detto, ma sento nel profondo che ci è andata vicina.

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