aprile 2, 2011

DARK SIDE OF THE SPRING

Il bioritmo che va a puttane, l'estro per lo studio che gli fa da pappone.

L'Esame di Stato che si avvicina e le lezioni cui, ormai, non manca altro che la colonna sonora di Rocky e un montaggio adrenalinico.

(Tra l'altro ho cominciato a giocare a Pokémon Nero, e sta diventando la mia rovina.)

Immagine

… e a proposito: Madre che ha smesso di sfornare dolciumi.

Il piumone che, fosse per me, resisterebbe anche ai caldi torridi della foresta pluviale – il pensiero dovermi fare il letto con lenzuolo e coperta ogni mattino, devo ammetterlo, mi uccide.

Il cane che non mangia, il traffico che aumenta, il polline che sminchia.

Ma soprattutto la prima zanzara in camera mia – giuro.

Ah già, e poi stiamo bombardando la Libia.
Anzi no, è vero – i nostri caccia non sparano.

I rivoltosi cercano di estradare Gheddafi, Bossi vuole gli immigrati fora da i ball, La Russa manda Fini a quel paese (del resto se l'attacco è la miglior Difesa, figuriamoci un vaffanculo). Insomma, sembra proprio che si trovino tutti nel posto sbagliato.

Un po' come quei civili colpiti per sbaglio, ad esempio.

(Fiuuu, meno male che i nostri caccia non sparano!)

marzo 22, 2011

QUANDO I LEADER VENIVANO ASSASSINATI SENZA TROPPI CAZZI

Poi stamattina mi sveglio –  tardi, tra l'altro, sicché non vado a scuola perché da noi un ritardo è assai più deprecabile di un'assenza. Mi sveglio, dicevo, ed entro in simbiosi mistica con Santa Wikipedia al fine di scoprire qualcosa che non so sulla guerra del Vietnamanche se, detta così, potrebbe sembrare che effettivamente ci sia qualcosa che sappiamo, sul Vietnam.

Ancora rincoglionito dall'ebbrezza mattutina, per un attimo mi sono crogiolato nel pensiero che nel duemila le guerre non si fanno più, che certe guerre non si fanno più perché le guerre di conquista appartengono al passato. Che gli effetto-domino e i salviamo-la-faccia e gli obiettivi-nobili erano e rimangono stronzate. Che

«l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».

Che sputtanare le parole libertà e indipendenza per fini politico-economici è una prassi da Guerra Fredda, insomma, non si fa più.

Beh, sticazzi.

Per fortuna è arrivata la diretta di Repubblica a farmi tornare alla realtà, a ricordarmi che le guerre di conquista si fanno quanto e più di prima, che le parole libertà e indipendenza vengono sputtanate quanto e più di prima, che l'Italia ormai non ripudia altro che i froci e i kebabbari.

Fatto sta che nello spleen generale di tutte queste amenità mi ritrovo gli occhi piantati su una flash news in particolare, anzi una dichiarazione in particolare di uno Stato in particolare. Ecco:

08:36     La Cina è tornata a chiedere l'interruzione dei raid aerei alleati e ha ribadito di essere contraria "all'uso della forza" che "potrebbe fare vittime civili e scatenare una crisi umanitaria". Per questo motivo la Cina chiede un "cessate il fuoco immediato".

Cos'è che chiede la Cina? È contraria a cosa, la Cina?
(Ah, la magia dei collegamenti ipertestuali.)

Non dico che la politica internazionale dovrebbe macchiarsi di coerenza. Si tratta di una distopia storicamente irrealizzata e strategicamente irrealizzabile. Anzi, non dico affatto chi dovrebbe fare cosa.
In quanto Signor Nessuno posso solo pormi delle domande, del tipo: se il Tibet avesse riserve di gas e petrolio, adesso sarebbe un Paese libero oppure si troverebbe direttamente sotto il controllo degli Stati Uniti?

Ma soprattutto, se Gheddafi fosse stato una donna, adesso sarebbe ospite fisso a Pomeriggio 5 oppure avrebbe direttamente un seggio al PdL?

febbraio 23, 2011

CARNEVALE A CASA BALOO (SEMEL IN ANNO?)


Io mi chiedo se sia una scelta moralmente accettabile cominciare a riempirsi di chiacchiere di Carnevale da gennaio.
Ma non nel senso di fine gennaio. Proprio gennaio-dopo-Capodanno.

Beh, fatto sta che per colpa di Madre ho sviluppato una fortissima dipendenza da queste cazzo di chiacchiere – che, dice lei, non sono fritte, perché c'è scritto che sono passate al forno! (sic)

Con l'avvento della festività è giunto anche l'annuale periodo di delirio dolciario di Madre. Casa mia si risevglia ogni mattino con l'odore di una nuova torta – sempre più spessa, sempre più grossa, sempre più piena di cannella e, soprattutto, sempre meno longeva.
L'altro giorno mi sono alzato e una tarte-aux-pommes nuova di zecca era già dimezzata, con ancora i segni dei barbari morsi e una inspiegabile scia di briciole che portava alla stanza di mio fratello. Per un attimo ho pensato di chiamare Raz Degan – tanto l'entità dei loro fatti all'apparenza inspiegabili (sic) è più o meno la stessa.

 

Di solito Madre agisce con il favore delle tenebre. Ormai di notte non vado neanche più in cucina a bere per paura di trovarmela davanti incappucciata che butta ingredienti segreti in un grosso calderone, ammantata di strani miasmi verdastri e illuminata dalla luce dei fulmini, tra una risata diabolica e l'altra.

Insomma, ormai è opinione comune che casa mia sia una sorta di Paese della Cuccagna, dove il sole splende, gli uccellini cantano e le calorie dilagano allo stato brado. Madre rivestirebbe dunque il ruolo della strega di Hansel e Gretel, senza quel piccolo problema del cannibalismo, ma questo visione idilliaca è stata oggi turbata.

 

Premessa: quand'ero piccolo era ancora viva la seppur flebile tradizione di travestire i bambini a Carnevale. Ricordo le vie di Monza sature di Principesse, Omini-Ragno, varie creature ibride e coriandoli a strafottere. Grazie a dio non esiste alcun tipo di documentazione fotografica, ma ricordo di essere stato vestito da Sandokan, Cowboy, Agumon e Cangurotto.
E a proposito del Cangurotto.

Avevo questo vestito fighissimo – un semplicissimo canguro del cazzo, ma l'euforia collettiva del tempo mi portava a credere di essere Massimo Lopez e ad intrattenere amici e parenti con orribili imitazioni che spero di dimenticare presto.

Tuttavia oggi, preso da un attacco di incauta nostalgia, frugo un po' in cantina alla ricerca di quel cimelio. Ovviamente non lo trovo, ma in compenso riesumo carabattole ancor più datate e stringo amicizia con una colonia di muffe a random. Senza lasciarmi intimorire dalle avversità, mi reco dalla Grande Mente (Madre) in cerca di risposte e… e sarebbe stato meglio non averlo fatto.

Il vestito da Cangurotto? L'ho dato via anni fa!

Come dato via. A chi.

Alle suore!
 

Comunque ho mal di pancia.
Fottute chiacchiere.

gennaio 18, 2011

FENOMENOLOGIA DEL NAZIONAL DECLINO

Io sono un cittadino italiano.
Insomma vivo in Italia, ne faccio parte, è la mia Patria – se ciò significa ancora qualcosa. Come la mamma, la amo e la odio: ci litigo e le tengo il broncio, ma poi torno sempre tra le sue braccia.

Italia, come la mamma.
Italia, come la pizza.
Italia, come la pasta.
Italia, come l'arte e la letteratura.
Italia, come i monti ed il mare.
Italia, come il partito di Berlusc… ehi, un momento – che cosa?

Dare al proprio gruppo politico il nome dello Stato che si intende governare. Sono combattuto tra il considerarlo una trovata pubblicitaria a dir poco geniale e l'ennesima porcheria del centrodestra. Non è che sia concorrenza scorretta – è proprio che questa totale identificazione mi mette ansia.

E poi boh, mi pare che la vecchia locuzione Regno d'Italia a questo punto potrebbe anche tornar buona.

dicembre 24, 2010

CRONACHE DELL’AVVENTO, EPISODIO 4

È ufficiale: tra meno di un'ora Gesù Bambino uscirà dall'armadio.

Insomma, la magia natalizia è inequivocabilmente nell'aria. Dawson ha due figli pestiferi, tutti noi aspettiamo con ansia la replica di Balto, Madre bercia ferocemente contro mio fratello e gli sms delle feste impazzano.

(Ore 22.25: Stiamo giocando a tombola. In mancanza di fagioli, usiamo le lenticchie.)

Io credevo che il fetish dei messaggini con gli asterischi si fosse estinto dieci anni fa. Invece no. Il bambino cui do ripetizioni mi ha appena mandato un sms che cita testualmente:

        ,*,
      ,*@*,
    ,*@*@*,
  ,*@*@*@*,
,*@*@*@*@*,
""""""U""""""       un
alberello pieno di auguri. Mandalo
a tt le persone a cui vuoi augurare
buon natale!

Tanti auguri di buone feste a tutte le compagnie telefoniche.
Firmato: tutti i bimbiminkia del mondo.

(Ah, comunque adesso sono sicuro che non rimarrò mai a corto di tazze.)

dicembre 18, 2010

CRONACHE DELL’AVVENTO, EPISODIO 3

Ho aspettato questo giorno per mesi.
Un po' perché un cazzo di giro in centro non me lo facevo da tempo immemore, ma soprattutto perché avrei colto l'occasione per effettuare un'approfondita analisi di mercato. E per ridere come un pazzo.

Sicché non mi sono fatto intimorire dalle strade ghiacciate, né dal freddo pinguino, né dalla social anxiety che mi colpisce inevitabilmente ogni volta che mi metto al volante al fianco di Madre: mi sono riempito di soldi e sono uscito à l'aventure.

Shopping natalizio con Mama Baloo.

Special guest: le bancarelle dell'artigianato (che poi il concetto di artigianato MADE IN CHINA non mi è ancora ben chiaro).

Ho perso la cognizione di quanti cappelli, berretti e bombette sono stato costretto a provare – a un certo punto credo di essermi trovato in testa un sombrero, o qualcosa del genere. Alla fine ho optato per un modesto chullo con ponpon rosso fuoco – ma solo per soddisfare il garrulo entusiasmo di Madre, sia chiaro.

(Quando mi sono accorto che su quella catasta pelosa al fianco della bancarella c'era scritto vera pelle di renna era troppo tardi.)

Poi è arrivato il momento magico del venditore abusivo, che sarebbe il nome tecnico del vu' cumprà. Il migliore amico di Madre, insomma, che prenderebbe Maroni a sprangate nei denti pur di difendere i diritti di questi loschi individui – invece tutti gli altri che tornino pure nel loro Paese.

Ormai camera sua è talmente piena di borse false che ogni tanto temo nasconda sotto al letto un bambino afghano con le mani callose.

Fatto sta che oggi l'ho sorpresa mentre conduceva le trattative per una Louis Wuitton originale. Ti piace? mi ha chiesto. È il mio regalo da parte di papà.

Sentito, devo dire.

(CONTINUA…)

dicembre 18, 2010

CRONACHE DELL’AVVENTO, EPISODIO 2

Gli impegni scolastici sono ufficialmente over, almeno fino all'inizio delle vacanze.
Sì, è un paradosso, ma da noi funziona così.

Sta di fatto che quest'informazione avrei fatto bene a tenermela per me, invece di riferirla a Madre (ma tanto, adesso che Assange è di nuovo libero, sarebbe venuta a saperlo comunque): gliel'ho letto negli occhi, che aveva qualcosa di nefasto in mente.

E infatti.

La mia giornata è trascorsa all'insegna della compilazione spasmodica di bigliettini d'auguri. Regali che non sapevo neanche di aver fatto, a persone che non sapevo neanche di conoscere.

Dovete sapere, a proposito del Natale a Casa Baloo, che la tradizione dei regali è considerata una vera e propria liturgia, un appuntamento che non può essere in nessun modo disatteso. Da un po' di anni a questa parte le cose si svolgono sempre secondo la seguente scaletta:

1) Qualcuno (Zia, Madre o entrambe) afferma risoluto che quest'anno basta regali, ormai siamo grandi.

2) Misteriosi pacchetti cominciano a moltiplicarsi sotto l'albero. Così, per gemmazione. Quali pacchetti, vi chiederete – mica ormai eravamo grandi?

3) La sera della Vigilia ci si ritrova tutti a casa di Zia per l'apertura dei regali. Quali regali, vi chiederete mica ormai eravamo grandi?

4) Segue altrettanto risoluta ripresa della propositio al punto 1).
Ma tanto è chiaro fin dal principio che non ci crede nessuno.

Questo rozzo canovaccio si arricchisce poi di non meno importanti passaggi intermedi, quali

il completo restyling di un tozzo alberello spelacchiato che abbiamo in casa da che ho memoria e che, dopo essere passato per le mani di Madre, si trasforma in un mostro luccicoso degno di Piazza San Pietro;

la genesi di un presepe sempre più piccolo – ricordo che quando avevo cinque o sei anni il presepe di Casa Baloo era praticamente un'attrazione turistica. Credo di aver visto persino dei pellegrini venuti a contemplarlo – ma forse erano delle statuette, non saprei dire.

[ DESCRIZIONE DEL PRESEPE NEGLI ANNI PASSATI: tappeto erboso, laghetto artificiale, ponte con pescatore pescatore? A Natale? e sei o sette pastori con relativi ovili; capannone con fienile, bestiame, culla in oro massiccio, vano per la stella cadente, gallo sul tetto, angelo appeso per il coppino e tinello per la servitù; ambientazione montana con neve artificiale, lustrini a cazzo e sfondo iMax 3D.

« A Natale puoi
fare quello che non puoi fare mai. »


Credevo seriamente si riferisse al nostro presepe, quella canzoncina. ]

Oggi, venuti meno gli «interminati spazi» dei bei tempi andati ma non la voglia di strafare, il nostro presepe si è ridotto un'ammucchiata di uomini e bestie, con i magi che stanno sotto la capanna fissi da Santa Lucia – che poi, non era una grotta? e le pecore che ormai hanno preso il controllo di Betlemme.

(Tra l'altro ogni anno il giocone dell'inverno è capire dove Madre abbia ficcato la statuina di Gesù, che come tradizione vuole compare misteriosamente la notte di Natale.)

la cerimonia dell'Impacchettatura e quella del Bigliettinaggio, che col passare degli anni si carica di toni sempre più epici. Perché vedete, la concezione di Madre del regalo di Natale è una chiara espressione di logica mercantilistica non saprei trovare altro parallelismo.

«Ecco, questo è per tuo fratello   da parte tua!  » un completo intimo di cotone. Da parte mia? Ah sì?!
Perché il regalo dev'essere utile, sfruttabile, come il maiale: non si butta via niente. Anche se poi fa cagarissimo, non c'entra una mazza con il destinatario e questi capirà immediatamente che non è opera tua.
Però il regalo dev'esserci, costi quel che costi.

l'addobbo libero e selvaggio, che non ha un freno fino al 25 dicembre e che si espande sempre più anche nel prossimo vicinato;

l'immagazzinamento esponenziale di cibo – così come succede presso Pasqua, Halloween, Ferragosto e la festa del paese qualsiasi genere di dolciume trova la sua Terra Promessa nelle svariate dispense di Casa Baloo. Perché sì, ne abbiamo più d'una.

E infine, ciò che più amo del periodo natalizio – nonostante a volte mi dia i brividi: la caccia al regalo. Andare a fare shopping natalizio con Madre è un'esperienza mistica in grado di forgiare il corpo e lo spirito dei pochi eletti che sono tanto scriteriati da prendervi parte, ovvero Io.

Ma questa è un'altra storia.

(Ah, per puro caso ho appena aperto l'armadio degli stracci e ci ho trovato dentro Il Bambin Gesù.
… Credo di non dover aggiungere altro.)
 

dicembre 16, 2010

CRONACHE DELL’AVVENTO, EPISODIO 1

Madre sta impacchettando i regali.
Da una settimana.

Prima sono entrato in camera sua e, in pieno spirito natalizio, mi ha dato le spalle urlando VATTENE VIA!!

Mi sono sentito un po' come la democrazia in parlamento.
Fuori luogo.

Del resto dovevo immaginarlo. Tutto è cominciato venerdì scorso, quando una bidella è entrata in classe paonazza in volto dicendo che era venuta mia madre a prendermi.
Oh cristo.
Tronfio dei miei 18 anni mi firmo la giustificazione di uscita anticipata alle 12, vado a farla convalidare dalla Vicepreside e scatta la trappola.
«Ma sono le 11.55, non le 12. Torna in classe ed esci quando suona.»
Sono rimasto immobile per un istante, fissandola un po' come Leopardi doveva fissare la siepe dell'Infinito.

Del dopo, ricordo una scena molto simile a un rapimento mafioso: pochi minuti – giusto il tempo di perdere la patente – e stavamo sfrecciando a tutta velocità verso la casa in montagna.
Ehi, un momento, quale casa?!

Intanto casa mia ha cominciato a riempirsi di fatine.
Fatine in piedi, fatine sedute, fatine penzolanti, fatine con candela – e come al solito quando in casa mia qualcosa prolifera in modo virale, la spiegazione è una sola: era in offerta all'Iper.

Oggi mi è caduta in testa una stellina natalizia. Appesa al mio armadio.
Era enorme.

L'androne del mio palazzo è addobbato da una gigantesca sagoma di albero di natale al neon che pervade di luce verde fluorescente l'intero ingresso. La prima volta che l'ho visto ho pensato oh cazzo, Voldemort!

Poi ho realizzato che doveva essere opera di MADRE.
Che, per la cronaca, è stata eletta consigliera di condominio.

Di nuovo.

dicembre 14, 2010

FIDARSI È BENE, NON FIDARSI È M… NO, ASPETTA.

Berlusconi: «Io non so dire dei no, non l'ho mai saputo fare e la mia fortuna è stata che nessun gay è venuto mai a farmi una proposta perché alla terza volta avrei chiesto di spiegarmi tecnicamente come si fa e ci sarei stato»

Beh, in fondo è comprensibile: dopo tanti anni di governo si sarà chiesto cosa ci trovi l'Italia nel prenderla sempre nel culo.

(Vi prego, qualcuno glielo chieda tre volte e gli spieghi tecnicamente come dare le dimissioni.)

novembre 19, 2010

GIUSTO PER METTERE INSIEME LE IDEE (EPPURE DEV’ESSERCI QUALCOSA CHE MI SFUGGE)

Madre, stamattina:
«Ormai sei grande, devi scopare per terra in camera tua: anche sotto al letto!»

Ammetto che per un istante non ho afferrato e mi sono preso male.

Quando i fatti parlano da soli è difficile contribuire. Sinceramente se dovessi esprimermi sulle ultime vicende socio-politiche del nostro Paese verrei colto da un blocco dello scrittore fulminante: commentare certe nefandezze è praticamente un atto patogeno, un po' come giocherellare con le gomme da masticare spiaccicate sotto il banco.
Dài, non dite che non l'avete mai fatto.

Credo insomma che aggiungere del proprio quando non c'è niente da aggiungere sia non solo superfluo, ma perfino dannoso: si rischia di perdere di vista il fatto principale. Quindi no, questo post non sarà corredato da commenti sarcastici e frasi ad effetto: dài cazzo, torniamo alle origini. Facciamo un po' di sano brainstorming.

Vai col fatto principale.

Una ragazza di 15 anni è stata uccisa dallo zio – o dalla cugina, non si sa.
Poi è stata stuprata, però non dallo zio: da tutti quanti. Dai telegiornali tra una ricetta di cucina e un approfondimento sulla lingua dei gatti, dai talk-show pomeridiani tra una masnada di adolescenti repressi e uno squadrone di transessuali allo sbando, dai rotocalchi tra il culo di Belen (per la gioia di Corona) e quello di Corona (per la gioia di Lele Mora), dallo scempio di Chi l'ha visto?, dalle ormai epiche espressioni addolorate della D'Urso e dal plastico di Vespa*, dal grottesco turismo dell'orrore e dai pellegrini-coroner che facevano molto CSI Avetrana, scena del crimine. L'abbiamo stuprata tutti in nome del gusto dell'orrido, mentre puntavamo il ditone grassoccio verso Facebook, verso lo zio-orco, verso la cugina-orchessa; l'abbiamo stuprata tutti eppure ancora non sappiamo chi l'ha uccisa. Dobbiamo assolutamente saperlo – per la certezza del diritto o per mera curiosità? – e c'è un solo modo per stabilirlo: direi di aprire il televoto.

Ammetto che per un istante non ho afferrato e mi sono preso male.

«Emma Watson bacia come un animale!»
Parola di quello che montava nudo i cavalli. Tra l'altro peccato che ormai per il nostro Presidente del Consiglio lei sia praticamente una MILF, altrimenti girando certe voci rischiavo di vedermela passare da queste parti diretta ad Arcore. Ma così, solo per una cena, eh: nuda e cosparsa di panna. Già mi vedo la scena: Lasciatela andare, è inglese! La Thatcher l'avrà sicuramente privatizzata! Ma tanto daje de tacco e daje de punta, anche questo scandalo non sarebbe stato uno scandalo, anche questa gag non sarebbe stata una gag, un folto pubblico avrebbe applaudito e il Cavaliere si sarebbe leccato i baffi ancora una volta. Gustandosi gli ultimi residui di panna.

Ammetto che per un istante non ho afferrato e mi sono preso male.

Fare all'ammòre in da car è ufficialmente reato!.
Fino a tre anni di reclusione per chi viene colto con le mani nel pacco, anche se in luogo isolato e al buio. L'unica scappatoia è che l'innaturalissimo atto sia consumato adottando «specifiche cautele, come l'appannamento o la copertura dei vetri della macchina». Insomma, o vetri oscurati oppure appannati.
… appannati? Ma questa gente, Titanic, l'ha mai visto? Soprattutto mi viene spontaneo domandarmi se quelli che infornano la pagnotta al Grande Fratello siano o meno da far rientrare negli atti osceni in luogo pubblico. Ma in effetti siamo in Italia: essere intravisti da un paio di agenti invidiosi è reato, portarsi a letto le minorenni lo è solo per l'Opposizione, recitare la parte di un bonobo nella stagione degli amori davanti a chiunque abbia un telecomando ti rende fikissimo e ti fa vincere milioni di euro.

Ammetto che per un istante non ho afferrato e mi sono preso male.

Ieri il TG5 ha preso per il culo Saviano, o qualcosa di molto simile.
Nell'archivio della Mediaset il video è misteriosamente mancante ma, nell'ordine:
1)  Maroni intima a Saviano di ritrattare le dichiarazioni fatte a Vieni via con me secondo le quali la Lega sarebbe intrippata con la mafia al Nord – comprensibile, del resto, che i leghisti non vogliano averci niente a che fare, con i terroni.
2)  Giornalista: «Siccome a Vieni via con me amano fare degli elenchi, ne facciamo uno anche noi».
3)  Slideshow di ex-latitanti sulle note – guarda caso – di "Vieni via con me": una vera e propria parodia a suon di camorristi acciuffati «grazie al Governo Berluscono e al Ministro degli Interni Maroni.»
Così ci piace l'informazione: seria, libera e disinteressata.

Ammetto che per un istante non ho afferrato e mi sono preso male.

*Ah, qui lo dico e qui lo nego: quando tiro le cuoia voglio un plastico. Così, a cazzo, al posto della lapide.